Quest'anno al Nobel Laureates Meeting la delegazione degli italiani sarà composta da un ragazzo e sei ragazze, tra cui Chiara Mandò, giovane ricercatrice del Centro di Ricerca Fetale Giorgio Pardi della Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Chiara si occupa dello studio delle alterazioni della crescita fetale e del metabolismo placentare presso il Laboratorio di Ricerca Biomolecolare per lo studio e la cura delle patologie riproduttive del Dipartimento di Scienze Cliniche “Luigi Sacco”, diretto dalla prof. Irene Cetin.
Qui di seguito pubblichiamo due articoli concernenti proprio il Meeting e in fondo un breve commento proprio della dott.ssa Mandò.
"Il
Meeting di Lindau è un appuntamento che ancora pochi conoscono ma è un evento davvero straordinario per la scienza e la cultura scientifica. Immaginate di prendere una nutrita schiera di premi Nobel, alcune delle più brillanti menti del pianeta, e di metterla per una settimana a disposizione dei migliori giovani ricercatori di tutto il mondo.
Riuniti sulle rive del Lago di Costanza, nella cittadina di Lindau, i ragazzi hanno così l'occasione di vivere dalla mattina alla sera con questi straordinari tutor che gli offrono lezioni e conferenze sulle proprie ricerche, ma anche incontri a tu per tu, cene, passeggiate.
Durante il Meeting avviene così una forma di osmosi scientifica che forse non è mai stata sperimentata in nessun'altra occasione.
Il meeting esiste dal secondo dopoguerra e nel 2011 si svolgerà la sua sessantunesima edizione. Dallo scorso anno, grazie all'impegno della
Fondazione Cariplo, del gruppo dei ricercatori fanno parte anche alcuni italiani.
Scegliere tredici giovani scienziati che meritano di vivere questa avventura non è facile, ma adesso gli organizzatori hanno resi noti i nomi dei prescelti per il 2011.
Nel meeting di giugno, dal 26 fino al primo luglio, si parlerà quest'anno di medicina e la delegazione degli italiani sarà composta da ben sei ragazze e un solo ragazzo: Elena Gammella, Chiara Mandò e Claudia Tagliabue arriveranno a Lindau dall'Università degli Studi di Milano, Manuela De Gregori, Anna Olivieri e Serena Bonomi dall'Università di Pavia e Cristian Ripoli dall’Università Cattolica".
Ecco qui le parole di Chiara:
"Sono davvero orgogliosa di essere stata selezionata per questo prestigioso evento come giovane ricercatrice italiana. In Italia i ricercatori, e soprattutto i giovani ricercatori, fanno davvero una gran fatica ad andare avanti, tra l’incertezza del proprio futuro e la carenza di fondi con i quali lavorare, e la “fuga dei cervelli” ne è un chiaro sintomo. Io ho avuto l’enorme fortuna di poter lavorare nel laboratorio di ricerca biomolecolare per lo studio della gravidanza e della riproduzione, diretto dalla prof. Cetin, che mi sta dando l’opportunità di portare avanti la ricerca, con passione, nel mio paese… e per questo sono ancora più orgogliosa di poterlo rappresentare a questo evento eccezionale, davanti ad una folta rappresentanza delle più grandi menti del nostro secolo".
I più sentiti complimenti a Chiara, e agli altri giovani ricercatori!
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