Molte donne che affrontano la gravidanza sono affette da diverse forme di patologia psichiatrica. In particolare, il 14%-23% delle donne gravide sperimentano un disturbo depressivo durante la gravidanza o il puerperio e circa il 13% assume farmaci antidepressivi.Ciononostante, la patologia psichiatrica viene spesso misconosciuta e alla donna viene genericamente consigliato di sospendere i farmaci, a volte con gravi rischi di un peggioramento della sintomatologia materna ed anche di complicazioni della gravidanza. La patologia psichiatrica si associa infatti in una percentuale significativa dei casi ad un rischio aumentato di alcune complicazioni della gravidanza come l’aborto spontaneo, il ritardo di crescita fetale, la sofferenza ed il basso peso neonatale.
Per limitare la comparsa di queste complicanze, sempre più frequentemente si prescrivono terapie a base di antidepressivi in gravidanza e durante l’immediato periodo post-partum. Tra gli antidepressivi, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) sono generalmente considerati i farmaci di prima scelta, in quanto relativamente sicuri durante la gravidanza, ma vanno somministrati in presenza di un’effettiva necessità. Infatti recenti evidenze sperimentali e cliniche hanno ipotizzato che gli SSRI siano in grado di attraversare la barriera placentare e di svolgere quindi azioni importanti sul feto. Sulla base delle evidenze attuali appare chiaro che il rapporto rischio-beneficio del trattamento psicofarmacologico in gravidanza deve essere attentamente valutato allo scopo di minimizzare l’esposizione del feto agli effetti potenzialmente dannosi dei farmaci e di una patologia psichiatrica non trattata.
Allo scopo di rispondere a tale esigenza l’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia ha attivato il nuovo “Ambulatorio di Ostetricia e Psicofarmacologia” per valutare la tollerabilità e sicurezza, sulla madre e sul feto, delle terapie farmacologiche assunte durante la gravidanza. In tale sede verranno seguite longitudinalmente da un team multidisciplinare le donne che assumono terapie psicofarmacologiche durante la gravidanza e il puerperio. Alle pazienti sarà offerta consulenza relativa ai rischi e alle complicanze correlate all’uso dei suddetti farmaci, anche nel periodo preconcezionale. Verranno inoltre organizzati periodici controlli clinici e strumentali per il monitoraggio del benessere materno-fetale. In particolare verranno effettuati dosaggi plasmatici farmacologici nel I, II e III trimestre di gravidanza, ed al parto. Inoltre, saranno eseguite ecografie di II livello per la valutazione della morfologia fetale nel I e nel II trimestre, e per il controllo della crescita fetale nel III trimestre. Il neonato sarà seguito con un protocollo neonatologico specifico per la valutazione neurologica volta ad escludere una sindrome da astinenza neonatale.
Uno specifico e precoce trattamento della patologia psichiatrica in gravidanza e nel puerperio permette la prevenzione e la riduzione di situazioni cliniche che hanno importanti ripercussioni sulla salute e sulla relazione madre-bambino.
Un particolare ringraziamento va all’Associazione Italiana per lo Studio delle Malformazioni (ASM) che ha contribuito in modo significativo all’apertura di tale spazio ambulatoriale attraverso il finanziamento per progetti di ricerca avanzata riguardanti l’utilizzo dei farmaci nel corso della gestazione.
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