Se si leggono le notizie che i quotidiani diffondono in questi giorni nascono molti dubbi su quanto siamo attezzati a gestire minacce reali o presunte che ci si presentano a livello globale.
Il presidente francese è nei guai, scive il FT, sotto accusa della sinistra per aver ordinato 94 Mni di dosi di vaccino contro l'influenza H1N1 (suina). Il governo ha dimezzato l'ordine a 50 Mni di dosi, anche perché si è appurato che, contrariamente al convincimento iniziale, basta una dose e non due per proteggersi. In Francia solo 5 Mni di persone, su 65 Mni di abitanti, si sono vaccinate. Bernard Debré, medico e esponente dell'UMP - partito centrista - ha criticato il governo, sostenendo che ha esagerato ordinando il 10% del vaccino prodotto a livello mondiale. Il medico ha anche, malignamente, sottolineato che la spesa per il vacino supera il deficit di tutti gli ospedali francesi messi assieme e ammonta al triplo della spesa per la lotta al cancro.
In Europa anche Germania, Svizzera e Spagna si sono precipitati a ridurre gli ordini. In Italia, dei 24 Mni di dosi ordinate, ne erano state distribuite poco più di 7,4 Mni, e somministrate poco più di 35 mila al 22 dicembre (notizia da verificare). Uno dei motivi dello scarso utilizzo è la diffusa opposizione dei medici di base e pediatri all'utilizzo del vaccino, contro cui si è adirato Ferruccio Fazio, sottosegretario alla salute.
Alcune riflessioni:
- non credo che tutti i governi siano proni agli interessi dell'industria farmaceutica. Ma come si spiega il divario tra ordinato e utilizzato? Non è solo legato al dimezzamento (e in ogni caso, chi ha verificato che fossero quelle le dosi necessarie?).
- il pericolo di una pandemia era reale, e per fortuna non si è verificata. Ma come mai nel mondo professionale (per quanto ne so, in Italia, ma presumo anche all'estero) c'è stata questa indifferenza nel veicolare la necessità di vaccianrsi- nel migliore/peggiore dei casi - quando non chiara opposizione?
- Ora i Paesi ricchi vendono a quelli emergenti le dosi di vaccino in eccedenza. E' un modo per ridurre il rischio o per minimizzare le perdite derivanti da acquisti incauti? In tutto questo l'OMS si è dimostrata all'altezza della situazione?
- a fronte di pericoli così gravi e aleatori si è resa evidente l'inadeguatezza dell'ecosistema dell'informazione: le notizie sono state drammatizzate, poi sminuite, poi di nuovo allarmate, in un crescendo di rumore disorientante. Quale fiducia può ricavarne il cittadino, e come può difendersi?
Non ho risposte, ma è paradossale che nel momento in cui siamo in grado di produrre il monitoraggio dei fenomeni più capillare nella storia dell'umanità, l'incertezza non sia affatto diminuita.
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