Quando scoprii di aspettare di nuovo un bimbo uno dei primi pensieri fu per il parto: mi sarebbe piaciuto partorire naturalmente.
I motivi erano diversi.
Venivo da una precedente gravidanza conclusasi alla 30 settimana con un cesareo d’urgenza che aveva avuto un decorso post-operatorio lungo e difficile.
Avevo voglia, a 39 anni, di provare questa esperienza di vita ben sapendo che non avrei avuto un’altra opportunità.
Ma forse il motivo fondamentale era che darmi come obiettivo un parto naturale significava inconsciamente sperare che la gravidanza sarebbe arrivata a termine, permettendomi finalmente di vivere “naturalmente” tutti i 9 mesi fino al parto.
Fui molto felice di scoprire che, pur avendo avuto un cesareo due anni prima, al Sacco mi veniva data la possibilità di scegliere anche il parto naturale.
Finalmente venivo considerata una persona con desideri e con la capacità di scegliere, non semplicemente una “cesarizzata” attempata da indirizzare automaticamente ad un secondo cesareo.
L’amica di pancia C. (che partorirà a fine maggio…in bocca al lupo!) non aveva dubbi: il parto naturale era la migliore delle scelte. Lei si era preparata con un corso lunghissimo e bellissimo: mi fece ripetizioni con video dimostrativo su come affrontare il momento del travaglio, mi innondò di olio per il perineo e di consigli su tisane di foglie di lamponi per agevolare il parto naturale.
Ed ecco arrivare la 39+4: la pressione si alza ed il tracciato tocografico mostra sofferenza fetale in prossimità delle contrazioni.
E’ arrivato il momento e, per il bene del piccolo Giacomo, non sarà un parto naturale.
Vado al cesareo accompagnata da mio marito, abbastanza tranquilla, e lo affronto con lui.
Giacomo nasce in un batter d’occhio: venti minuti ed è già sul mio seno. Viene preso dalle ostetriche e portato a fare il bagnetto insieme al papà.
L’anestesia spinale mi permette di partecipare al parto, ma senza alcun dolore. Riesco anche a scambiare due parole con i medici e con l’anestesista, la quale mi assiste alle spalle spiegandomi passo per passo cosa succede.
E’ fatta,Giacomo è nato con un cesareo ma dolce, ed io che avrei voluto un parto naturale sono ben felice di come è andata.
Ciparina
è un racconto molto sereno, ce ne vorrebbero tanti altri. perchè purtroppo tante mamme si riempiono di sensi di colpa quando, avendo desiderato il parto naturale, si trovano ad affrontare il cesareo. e i sensi di colpa sono inutili e dannosi!
Scritto da: Flavia | 20/05/2009 a 10:22