Con le cellule staminali adulte (e quindi anche con quelle prelevate dal cordone ombelicale) tutte le problematiche inerenti le questioni etiche e religiose, il rischio di una tardiva formazione di tumori, il rischio di rigetto (si parla a tal proposito di terapia “autologa” proprio in ragione del fatto che le cellule utilizzate provengono dal donatore stesso o da parenti di primo grado) non sussistono.
E’ consigliato allora donare il sangue placentare ?
Il Ministero della Salute in una ordinanza emessa lo scorso 26 febbraio 2009 e nelle recentissime linee guida che regolano la materia dice no alla conservazione del sangue del cordone ombelicale per uso personale, se non in casi selezionati, e sì a quella destinata alla donazione, contro leucemie, linfomi e altre malattie ematologiche. La consapevolezza quindi che, ad oggi, non esistono valide ragioni mediche per conservare una riserva privata delle cellule staminali di cui è ricco il sangue del cordone ombelicale.
Ma… conservarlo all’estero !
Esistono invece ragioni più che valide per raccoglierlo, conservarlo in una banca autorizzata ed inserita in una rete internazionale, così da renderlo disponibile per eventuali riceventi compatibili. Alle neo mamme e papà che volessero conservarlo dopo il parto non resta che spedirlo all’estero, a proprie spese e previa autorizzazione ministeriale. Su questo terreno si scontrano due filosofie opposte: l’una, libertaria, per cui ciascuno deve avere la possibilità di conservare, anche a proprie spese, materiale biologico che in fondo gli appartiene; l’altra, per cui sangue e cellule sono un bene pubblico, da trattare secondo principi di etica ed appropriatezza scientifica. Oggi le cellule
Questione aperta!
Nessun Paese al mondo attualmente procede alla conservazione autologa a tappeto per tutti i nuovi nati che, fortunatamente, avranno pochissime probabilità di averne bisogno e, se dovesse accadere, avranno maggiori benefici da un donatore. Tuttavia nel mondo ci sono circa 400mila unità di sangue cordonale congelate e pronte all’uso in un centinaio di bio-banche (20mila nelle 18 bio-banche italiane) e sono già stati effettuati 10mila trapianti (800 con materiale depositato in Italia).
Lino Cipolla
ferruccio
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5 febbraio 2012 alle 19:48
Salve! E’ la prima volta che scrivo in un blog:lo faccio perchè ho bisogno di informazioni univoche sulla conservazione del cordone ombelicale. Ho chiesto a vari medici (anche a biologi) se davvero
le cellule che si aspirano dal cordone possono, quando serve, diventare “terapeutiche”. Ho chiesto
se davvero queste cellule possono essere iniettate, oltrecchè nel bimbo che le ha “donate”, anche nel padre-nella madre-fratelli e sorelle-eccetera. Ho chiesto questo e altro e mi sono state date alcune risposte, quelle che mi hanno colpito, e confuso, sono:
1. Non ci sono sicurezze scientifiche sulla validità curativa delle cellule del cordone se conservate
in strutture private.
2. E’ solo un affare messo in piedi per far soldi.
3. L’unica sicurezza la dà la donazione del cordone agli ospedali che non hanno fini di guadagno.
Potete aiutarmi a capire? Grazie a voi tutti.
Ferruccio
Scritto da: ferruccio | 05/02/2012 a 20:54