Da sempre le donne hanno allattato efficacemente i propri bambini con il latte materno. Negli ultimi cinquanta anni le società industrializzate ed il continuo mutamento degli stili di vita hanno trasformato l'allattamento da naturale ad artificiale, dal seno al biberon.
Recentemente, però, si sta prepotentemente riscoprendo il valore e l'unicità del latte materno e sempre più mamme ritornano ad allattare al seno, supportate anche dall'opinione di autorevoli agenzie nazionali e internazionali, come l'Organizzazione mondiale della sanità e l'UNICEF, che ricordano e sottolineano quanto siano numerosi ed importanti i benefici dell'allattamento al seno per la salute della mamma e del bambino.
Tutti i bambini infatti possono crescere bene nutrendosi esclusivamente di latte materno per i primi sei mesi e poi, dopo i sei mesi, proseguire con l’allattamento al seno, integrandolo con cibi solidi, fino all’anno di vita ed oltre.
Bisogna anche ricordare che la peculiarità del latte materno non si può ridurre solo alle sue caratteristiche biologiche, ma è importante riscoprire e valorizzare come l'allattamento al seno contribuisca all'instaurarsi di una relazione coinvolgente mamma e bambino che va al di là del solo valore nutritivo del latte.
Per la mamma i vantaggi dell'allattamento materno si possono così riassumere: permette di bruciare più calorie, recuperando più velocemente il peso pre-gravidanza; facilita il ritorno dell’utero a dimensioni normali in tempi più brevi; determina una protezione contraccettiva (fino al 6° mese, in assenza di mestruazioni se la mamma allatta il proprio bambino frequentemente anche di notte); riduce il rischio di cancro alle ovaie e di quello del seno in pre-menopausa; migliora la calcificazione delle ossa, con effetto preventivo delle fratture in tarda età.
Nel bambino invece l’allattamento riduce il rischio di un ampio numero di malattie acute (diarrea, otite, infezioni delle vie respiratorie e urinarie, morte improvvisa del lattante - SIDS, meningite, batteriemia, botulismo…) e croniche (malattie allergiche, diabete, sovrappeso e obesità, malattie croniche intestinali, linfomi…); favorisce un miglior sviluppo psicofisico.
Il latte materno è quindi l’alimento migliore per il bambino ed uno dei principali determinanti di salute in età pediatrica. Le raccomandazioni formulate a vari livelli sono tuttavia seguite in maniera disomogenea o comunque insufficiente in varie strutture pubbliche sanitarie.
L’obiettivo della nostra Clinica è invece quello di promuovere e sostenere l’allattamento materno, unitamente alla ASL Città di Milano, mettendo in atto tutti gli interventi di provata efficacia disponibili, in modo particolare “I dieci punti OMS-Unicef”, adattandoli alla realtà locale ospedaliera.
Nella scelta dell'Ospedale dove partorire, tieni quindi in considerazione il fatto che siano garantiti questi punti e che la peculiarità del latte materno non si può ridurre solo alle sue caratteristiche biologiche, ma è importante anche riscoprire come l'allattamento al seno contribuisca all'instaurarsi di una relazione coinvolgente la mamma ed il bambino.
Lino Cipolla
allattare è davvero importante: naturalmente però se una mamma non può allattare per motivi medici (infezioni trasmissibili al bambino, assunzione di farmaci con tossicità per il bambino), può comunque cercare di instaurare lo stesso rapporto... con l'aiuto del pediatra e di tutti quelli che sono vicini.
Non è un motivo per sentirsi in colpa!
Irene
Scritto da: Irene cetin | 18/05/2009 a 23:31
quanto allattare? per quanto tempo è giusto? c'è un limite?
Irene
Scritto da: Irene cetin | 18/05/2009 a 23:32
QUANTO ALLATTARE ? E' quello che chiedono molte mamme;dopo il parto, sia esso naturale o con taglio cesareo, è la norma, è naturale per qualsiasi donna avere il latte. Come osserva l’Organizzazione Mondiale della Sanità, “è sbagliata l’insistenza sul concetto che il latte si produca nel modo migliore in condizioni mentali di tranquillità. Il dubbio poi di non produrre latte a sufficienza o non abbastanza “buono” non ha alcun fondamento: per produrlo in quantità adeguata per tutto il tempo necessario, è sufficiente fare due cose fondamentali: posizionare correttamente al seno il bambino e lasciarlo succhiare per il tempo e con la frequenza che desidera. L’allattamento al seno usualmente soddisfa tutte le necessità del bambino FINO A SEI MESI mesi. Da questa età in avanti devono essere introdotti progressivamente cibi semi-solidi e, più tardi, solidi, continuando al tempo stesso ad allattare al seno.
Lino Cipolla
Scritto da: lino cipolla | 23/05/2009 a 08:17