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La Professoressa Irene Cetin, Direttore U.O. Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Luigi Sacco, ha pubblicato una newsletter per tenerci aggiornati sulle nuove, continue e stimolanti sfide della ricerca e sui successi finori raggiunti dalla sua brillante equipe!
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O.N.D.A., Osservatorio Nazionale sulla Salute dellla Donna, ha presentato, il 1° Dicembre, le nuove linee guida sulla prevenzione, diagnosi e trattamento della psicopatologia perinatale. A questo evento ha partecipato anche la Prof.ssa Irene Cetin, Direttore di Ostetricia e Ginecologia all' Ospedale Luigi Sacco, Professore dell' Università degli Studi di Milano, che descrive così la depressione post-partum:
"La gravidanza e il puerperio sono periodi cruciali, non soltanto sul piano biologico ma anche sul piano psicologico. In questo periodo, infatti, la donna può sviluppare problematiche di carattere ansioso-depressivo, e in particolare la depressione post-partum colpisce il 10-20% delle donne. In questa situazione è importante anche il ruolo dell’alimentazione, in particolare di carenze di specifici micronutrienti, ed anche della vita all’aria aperta e della luce solare, che potrebbero essere una fonte di vitamina D, oltre che aumentare la produzione di melatonina. Inoltre, le popolazioni che si nutrono maggiormente di pesce sono a minor rischio di depressione post-partum, per un possibile ruolo degli omega 3 e del DHA a livello cerebrale.
La gravidanza e il puerperio pongono numerose sfide, di intensità variabile, che non sempre la donna percepisce di sapere fronteggiare. La valutazione di questi aspetti e dei possibili collegamenti con l’alimentazione sono oggetto di studi e rappresentano anche dei target di intervento per la prevenzione di questo disturbo. E’ importante studiare e incrementare le occasioni di esperienza ottimale, in quanto tale stato positivo e complesso può non soltanto fungere da buffer alle situazioni di apatia ed ansia, ma anche contribuire al benessere e al buon funzionamento psicologico durante la gravidanza e il puerperio."
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ASM, Associazione italiana per lo studio sulle malformazioni, come molti/e di voi sapranno è una ONLUS nata nel 1981 con lo scopo di affrontare il problema delle malattie congenite. Oggi ASM rappresenta un punto di riferimento per lo studio, la prevenzione e la cure di tali patologie. Uno degli obiettivi dell'Associazione è quello di divulgare le informazioni di questi studi e perciò ha attivato, nel 1988, il Filo Rosso, un servizio telefonico di consulenza medica gratuita sul rischio e la salute in gravidanza. Ad oggi esistono 4 postazioni: a Milano, presso l'ospedale San Paolo (028910207); a Roma, nell' ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina (065800897); a Napoli, presso il Policlinico Universitario Federico II (0815463881); a San Giovanni Rotondo, nella "Casa Sollievo della Sofferenza" (0882416291). Nel 2003 ASM, sotto la coordinazione del Professor Giorgio Pardi, ha stilato il "Decalogo per una maternità serena" un compendio nel quale le future mamme possono trovare informazioni per vivere una gravidanza sicura. L'Associazione pubblica, inoltre, il periodico "Educazione alla salute". Tra i tanti obiettivi raggiunti è da segnalare quello nel campo della prevenzione: è a una ricerca patrocinata da ASM che si deve l'elaborazione di uno degli esami prenatali oggi più diffusi: la villocentesi. ASM si prodiga anche nel fornire apparecchiature all'avanguardia a ospedali pubblici, un esempio ne è l'ecografo a quattro dimensioni di cui disponiamo all'ospedale Sacco di Milano, e nel sostenere e finanziare numerosi progetti di ricerca, tra cui il Centro di ricerche fetali "Giorgio Pardi". Ha attivato, infine, un Centro polispecialistico per la diagnosi e la cura delle malformazioni vascolari congenite.
Per il trentesimo compleanno di ASM, "festeggiato" con una conferenza il 1° dicembre, sono intervenuti: Marinella Di Capua, Presidente di ASM; Enrico Finzi, Presidente di Astra Ricerche; Domenico Arduini, Direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica all'Università di Roma Tor Vergata, Presidente del Comitato Scientifico di ASM; Enrico Ferrazzi, Direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica all'opedale BUzzi di Milano, Vice Presidente del Comitato Scientifico di ASM. Per l'occasione, sono stati presentati i risultati di uno studio condotto da Astra Ricerche: 603 donne, che hanno partorito dall'inizio del 2000, sono state intervistate riguardo la loro esperienta relativa alla gravidanza e al parto. Dai dati emersi si evince come, in alcuni ambiti, regni ancora la poca informazione. Solo il 43% delle intervistate dichiara di aver voluto e cercato la gravidanza; più di una donna su tre non si era mai sottoposta a una visita ginecologica con uno specialista prima dell'insorgenza della gravidanza. Una percentuale non trascurabile ha ricercato informazioni tramite i mezzi di comunicazione (internet, tv, libri e riviste) o chiedendo a parenti o amici. Tra coloro che hanno consultato un ginecologo, molte non sapevano di dover comunicare al medico alcune condizioni che avrebbero potuto comportare dei rischi per la salute del nascituro (malattie ricorrenti in famiglia, malattie ereditarie, età superiore ai 35 anni, malattie materne pre-esistenti, aborti pregressi o gravidanze difficili, parentela tra i partner). Anche riguardo le infezioni che possono essere problematiche in gravidanza e ai mezzi per prevenirle, si riscontra molta disinformazione. Molte delle intervistate dimostra di non mettere in atto nessuno, o solo alcuni, di quei cambiamenti nello stile di vita auspicabili in corso di gravidanza (nutrizione equilibrata, supplementazione vitaminica, abbandono di fumo, alcool, droghe). Il 51% ha frequentato corsi preparto, e solo il 58% era informata circa la possibilità di partorire senza dolore, con più della metà disposta a ricorrere all'anastesia peridurale.
In conclusione, da questa esperienza, si evince come la strada dell'informazione sia ancora lunga e tortuosa.... basta davvero poco per vivere la gravidanza con serenità e consapevolezza!
Scritto alle 20:32 nella Informazione | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
...Così titola un articolo comparso il 2 dicembre 2011 sul quotidiano il secolo XIX, in cui la giornalista Isabella Faggiano descrive con la consulenza di Irene Cetin, primario di ginecologia e ostetricia dell'ospedale Luigi Sacco, come il 16% delle donne nel corso della gravidanza o nel puerperio sono vittime della cosiddetta "depressione postpartum", molto spesso confusa con il baby blues, ovvero uno stato di abbassamento del tono dell'umore, che si manifesta con pianto, debolezza e labilità emotiva, destinata a risolversi entro pochi giorni con il sostegno del personale ospedaliero e della famiglia. Spiega la Prof.ssa Cetin: "durante la gravidanza, nel corpo della donna si verificano forti alterazioni ormonali che la rendono particolarmente recettiva e vulnerabile agli eventi esterni". I dati raccolti nell'ambito del progetto "un sorriso per le mamme", patrocinato dalla presidenza del Consiglio e dal Ministero della Salute, mostra come il 20% delle donne nel corso del primo anno successivo al parto sperimenti almeno un episodio di disturbo del tono dell'umore, mentre il baby blues possa arrivare a colpire l'80% delle donne: quest'ultima condizione è fisiologica e transitoria, anche se in un 20% dei casi può evolvere verso una vera e propria depressione. Molto più grave -spiega Claudio Mencacci,direttore del dipartimento di Neuroscienze del Fatebenefratelli di Milano- è la psicosi puerperale, una condizione di comportamento bipolare (ovvero un susseguirsi di uno stato "euforico" a uno stato depressivo), che compare in maniera acuta dopo il parto. In ogni caso, molti sono i sintomi premonitori di queste patologie che troppo spesso vengono ignorati, come grande ansia, la sensazione di non sentirsi all'altezza di essere mamme, preoccupazioni eccessive per il nascituro/neonato o il non percepire alcun genere di trasporto per il bimbo, sentimenti che a volte nella donna trovano il rifiuto di essere confessati per la vergogna. Come "uscire" da questa opprimente situazione? Mai minimizzare e mai colpevolizzarsi... parlate apertamente di questi sentimenti con chi vi circonda e vi può aiutare a ritrovare la gioia, la voglia di godersi appieno la meraviglia dell'essere mamme!
Scritto alle 19:24 nella Benessere psico-fisico | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Scritto alle 12:19 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
A un mese dall'arrivo di Sebastiano sono contenta di poter condividere sul vostro blog l'esperienza della sua nascita.
Due anni fa, sempre qui all'Ospedale Sacco era nata la mia primogenita con taglio cesareo (dovuto alla posizione podalica della bambina). Questa volta invece, sono riuscita a partorire naturalmente, come avevo sperato di fare anche per la mia prima gravidanza ma per ovvi motivi non mi era stato possibile.
Non smetterò mai di ringraziare innanzitutto il Dott. Patrizio Antonazzo che non solo mi ha assistito per tutto il periodo della gravidanza fino al momento del parto con la massima competenza e disponibilità ma che mi ha anche supportato fin dall'inizio in questa mia decisione di provare a partorire naturalmente nonostante un cesareo precedente.
Tentare un "travaglio di prova" è possibile ma come mi ha sempre detto il Dott. Antonazzo, essere molto motivati è innanzitutto alla base di una scelta del genere.
Ci tengo a precisarlo perchè molto spesso si da per scontato che ad un cesareo pregresso debba necessariamente seguire un altro cesareo. Ovviamente come mi ha meticolosamente illustrato il Dott. Antonazzo ci sono dei seppur minimi rischi ma tentare, con ottime possibilità di riuscita ,è possibile.
E sono contenta di esserci riuscita grazie soprattutto al suo supporto e a quello di tutta l'equipe di sala parto.
Colgo l'occasione infatti per ringraziare oltre a lui anche le due ostetriche Lucia Vita e Chiara Slongo che mi hanno assistito il giorno del parto. E' un'esperienza estremamente delicata ed emozionante per una donna ed essere sostenute da persone non solo professionali ma anche particolarmente sensibili e "umane" è fondamentale. Sono momenti che rimarranno sempre impressi nella memoria così come chi ti ha accompagnato in questa importante "avventura".
grazie ancora a tutti
Ilenia
Scritto alle 12:16 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Di seguito riportiamo il racconto di Lorenza, mamma della bella saccottina Mia.
"Il mio primo parto è stato per me un'esperienza traumatica e umiliante,con esiti dolorosi e conseguente difficoltà nell'attaccamento con la mia primogenita Gaia.Quando dopo 10 anni ho scoperto di aspettare Mia volevo che questa volta la nascita di una figlia fosse per me un ricordo felice e per questo ho deciso di partorire con un cesareo.
Purtroppo la regione Piemonte non consente alle donne di scegliere come partorire,così dopo affannose ricerche mi sono imbattuta nell'ospedale Sacco e nella professoressa Cetin la quale con grande sensibilità mi ha capita e aiutata affidandomi alle cure del dottor Antonazzo che mi ha seguita fino al parto rendendolo un'esperienza piena ,gratificante e ricca di emozioni.Con mio marito a fianco ho visto nascere Mia e con grande gioia e commozione l'ho subito accolta sul mio petto.
Non potrò mai ringraziare abbastanza,ma lo faccio con tutto il cuore,la Professoressa Cetin e il Dottor Antonazzo per la loro disponibilità, comprensione,gentilezza e sollecitudine,lo staff di sala operatoria per la professionalità e la competenza, tutto il personale della maternità e del nido per la dolcezza e la pazienza con le quali si sono presi cura di mamma e bimba per tutta la degenza."
Scritto alle 14:15 nella Emozioni, Parto | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Molte donne che affrontano la gravidanza sono affette da diverse forme di patologia psichiatrica. In particolare, il 14%-23% delle donne gravide sperimentano un disturbo depressivo durante la gravidanza o il puerperio e circa il 13% assume farmaci antidepressivi.Ciononostante, la patologia psichiatrica viene spesso misconosciuta e alla donna viene genericamente consigliato di sospendere i farmaci, a volte con gravi rischi di un peggioramento della sintomatologia materna ed anche di complicazioni della gravidanza. La patologia psichiatrica si associa infatti in una percentuale significativa dei casi ad un rischio aumentato di alcune complicazioni della gravidanza come l’aborto spontaneo, il ritardo di crescita fetale, la sofferenza ed il basso peso neonatale.
Per limitare la comparsa di queste complicanze, sempre più frequentemente si prescrivono terapie a base di antidepressivi in gravidanza e durante l’immediato periodo post-partum. Tra gli antidepressivi, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) sono generalmente considerati i farmaci di prima scelta, in quanto relativamente sicuri durante la gravidanza, ma vanno somministrati in presenza di un’effettiva necessità. Infatti recenti evidenze sperimentali e cliniche hanno ipotizzato che gli SSRI siano in grado di attraversare la barriera placentare e di svolgere quindi azioni importanti sul feto. Sulla base delle evidenze attuali appare chiaro che il rapporto rischio-beneficio del trattamento psicofarmacologico in gravidanza deve essere attentamente valutato allo scopo di minimizzare l’esposizione del feto agli effetti potenzialmente dannosi dei farmaci e di una patologia psichiatrica non trattata.
Allo scopo di rispondere a tale esigenza l’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia ha attivato il nuovo “Ambulatorio di Ostetricia e Psicofarmacologia” per valutare la tollerabilità e sicurezza, sulla madre e sul feto, delle terapie farmacologiche assunte durante la gravidanza. In tale sede verranno seguite longitudinalmente da un team multidisciplinare le donne che assumono terapie psicofarmacologiche durante la gravidanza e il puerperio. Alle pazienti sarà offerta consulenza relativa ai rischi e alle complicanze correlate all’uso dei suddetti farmaci, anche nel periodo preconcezionale. Verranno inoltre organizzati periodici controlli clinici e strumentali per il monitoraggio del benessere materno-fetale. In particolare verranno effettuati dosaggi plasmatici farmacologici nel I, II e III trimestre di gravidanza, ed al parto. Inoltre, saranno eseguite ecografie di II livello per la valutazione della morfologia fetale nel I e nel II trimestre, e per il controllo della crescita fetale nel III trimestre. Il neonato sarà seguito con un protocollo neonatologico specifico per la valutazione neurologica volta ad escludere una sindrome da astinenza neonatale.
Uno specifico e precoce trattamento della patologia psichiatrica in gravidanza e nel puerperio permette la prevenzione e la riduzione di situazioni cliniche che hanno importanti ripercussioni sulla salute e sulla relazione madre-bambino.
Un particolare ringraziamento va all’Associazione Italiana per lo Studio delle Malformazioni (ASM) che ha contribuito in modo significativo all’apertura di tale spazio ambulatoriale attraverso il finanziamento per progetti di ricerca avanzata riguardanti l’utilizzo dei farmaci nel corso della gestazione.
Scritto alle 11:23 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
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